Van gogh: un volto di donna nascosto in un quadro

E dopo lo svelarsi di uno dei misteri del famoso artista olandese, ecco a voi un'articolo del mitico Simone che ha voluto ancora una volta stupirci:
Il pittore Olandese non smette mai di stupirmi.
Durante il mio viaggio di giugno visitando il museo di Vincent Van Gogh, ho potuto assaporare l’arte che questo pittore riusciva ad applicare ai suoi quadri a mio parere, sempre suggestivi e a volte solari, ma e’ stato anche un modo per conoscere piu da vicino la vita, spesso enigmatica, di questo personaggio. Proprio poco prima di partire sono venuto a conoscenza del ritrovamento di una fotografia in un antico deposito nel Massachussets del 1886 che ritrarrebbe Van gogh ,molto simile tra l’altro al famoso autoritratto. Il nome del fotografo che e’ stampato sulla parte anteriore della fotografia e’ Victor Morin che aveva uno studio proprio a Bruxelles, dove Van Gogh ha passato molto del suo tempo.
Ora in questi giorni si parla della scoperta di un altro dipinto del pittore celato sotto la tela “Grasgrond” dipinto nel 1887 a Parigi.
L'ipotesi è che il pittore usasse per risparmiare tele già usate e ci lavorasse sopra con nuovi colori

Dal corriere del 30 luglio 2008:
AMBURGO (Germania)
Un team di ricercatori ha scoperto con il supporto di moderne tecnologie un'altra immagine finora rimasta nascosta dietro uno dei dipinti del celebre pittore olandese Vincent van Gogh (1853 - 1890). La scoperta dei ricercatori dell'università olandese di Delft, pubblicata dalla rivista specializzata "Analytical Chemistry", è stata fatta studiando con un sincrotrone il dipinto "Grasgrond", "Il sentiero d'erba". Sotto la luccicante tela con un prato fiorito di un verde acceso c'è il volto di una donna in colori alquanto tetri.
LA TECNICA
Il "volto misterioso" è venuto alla luce grazie alle sofisticate apparecchiature dell'acceleratore di particelle del centro di ricerca ad Amburgo "DESY" (Deutsches Elektronen-Synchrotron), dove la tela di 17,5 per 17,5 centimetri, è stata trattata per due giorni con una speciale tecnica ai raggi X. In pratica, l'intenso e sottilissimo fascio di energia ha eccitato gli atomi dei metalli che compongono i pigmenti del quadro, che sono stati quindi "fotografati".
LA RICOSTRUZIONE
Una volta ottenuta la distribuzione dei metalli, i fisici sono riusciti a ricostruire strato per strato i colori presenti sulla tela grazie al computer. L'opera, appartenente al museo "Kröller Müller" di Otterlo nei Paesi Bassi, è stata dipinta da van Gogh nel 1887 a Parigi. Già in precedenza alcune analisi avevano fatto sorgere il dubbio che ci potesse essere il profilo di un capo dietro quel dipinto. Se il quadro "visibile" è formato principalmente da zinco, bario e zolfo, quello "nascosto" è invece formato da antimonio, base del colore giallo, e mercurio, che invece dà il rosso.
L'IPOTESI
Non è, tuttavia, la prima volta che van Gogh "nasconde" una tela sotto un'altra. Secondo alcuni esperti addirittura un terzo dei dipinti del genio olandese potrebbe celare qualche altro soggetto. Probabilmente, sostengono alcuni storici, al giovane e sfortunato van Gogh, mancavano spesso i soldi per comprare nuovo materiale e così dipingeva spesso sul retro dei quadri o ci dipingeva semplicemente sopra.
Quali misteri, quali emozioni ancora ci riserverà questo fantastico personaggio..?
Simone (balinese08@gmail.com)





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