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Amsterdam, Sesso senza quartiere a Luci Rosse

di guidolanda (11/06/2008)



Da una segnalazione di Piero che ringranzio, ecco quello che ha trasmesso Domenica sera scorsa l'emittente televisiva La7 nello spazio che ha chiamato Reality.
Come ha giustamente riferito Cristina, il servizio, tranne per l'errata appartenenza politica del Sindaco, è stato preparato davvero bene e in modo professionale portando alla luce alcuni aspetti come altri non sono riusciti a fare.
Sono stati intervistati direttamente ad Amsterdam i protagonisti di questa vicenda che ha dato vita ad un processo che ha cambiato la storia secolare della capitale olandese.

Causa di questo inversione di rotta è stato un rapporto del 2006 della polizia che ha rilevato come nel quartiere a luci rosse della città tantissime donne vengono sfruttate a beneficio della criminalità, motivo che ha spinto il consiglio comunale ad attuare una politica dura provvedendo ad una riqualificazione urbana della città, sostituendo alcune vetrine rosse con degli atelier di alta moda, bar e locali culturali.

Secondo Lodewijk Asscher, promotore del comitato Pro Cohen e responsabile del piano di recupero, pur rispettando l'arte della prostituzione, riconosciuto in Olanda come un'effettiva professione, è stato necessario usare il polso duro proprio per difendere quella libertà a cui gli olandesi sono tanto affezionati. Parla di un obbligo morale verso i cittadini e le stesse prostitute. Essere tolleranti non deve significare consentire il favorire di quello che può essere definito oggi uno schiavismo moderno, è un preciso obbligo morale nei confronti dei cittadini.

Di diverso avviso è Wim Boef di Platform 1012, un commerciante sostenitore dell'associazione contro il sindaco, secondo il quale i commercianti non hanno alcuna possibilità di andarsene visto che non possono vendere il loro locale perchè nessuno lo desidera e poi perchè chi affitta un appartamento dovrebbe rischiare di perdere la licenza affindandosi a dei fuori legge ? secondo Mariska Majoor che dirige il centro di assistenza alle prostitute moltissime di loro lavorano nel quartiere solo per la loro spontanea volontà.
Kim una prostituta riferisce che il problema è nato con l'arrivo di tutte le Europee dell'Est che sono davvero sfruttate e che oltrettutto hanno giocato al ribasso dei prezzi sottraendo di fatto lavoro alle olandesi e proponendo servizi non sicuri.
Matjie Blaak ex prostituta componente della associazione in difesa della prostituzione, racconta che il quartiere a luci rosse scomparirà gradualmente perchè mancando una delle attrazioni principali verrà meno il turismo, verranno meno gli interessi di commercianti, tour operator e albergatori.

Kim guadagna nei mesi migliori tra gli 8.000 e 12.000 euro, tolti 3.000 euro per la vetrina e le tasse, eppure desidera andare in Thailandia, sta aspettando solo di raccimolare la somma che le servirà per partire.

Ma allora chiuderà davvero il quartiere a luci rosse ?

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